Sognavo di essere buona

Quando ero piccola mia madre comprava tutte le settimane le riviste femminili quali Gioia, Amica, Grazia, Annabella e io rimanevo affascinata da tutte quelle donne brave, belle, di successo, perfettamente truccate, vestite sempre bene.

Ne ritagliavo le immagini e le conservavo come santini, erano l’obiettivo da raggiungere, un sogno ad occhi aperti poi, con il passare del tempo, mi accorsi che le donne vere sono diverse da quelle delle riviste.

Questi sogni non appartengono alla notte ma si trovano in un luogo attorno alla nostra mente e che riusciamo a vedere solo quando ci allontaniamo dalla concretezza della realtà.

Sogni irrealizzabili, vie di fuga, aspirazioni, desideri, speranze, aspettative..

Così è nato Sognavo di essere buona.

Eraclito sosteneva che il divenire della vita non è una semplice alternanza, ma è un vero e proprio conflitto di opposti. 

Non esiste un giorno senza la notte, la salute senza la malattia, la veglia senza sonno o il bene senza male.

E così la donna non può essere solo una buona, buona madre, moglie, figlia, o insegnante, solo perché donna e quindi ci si aspetta che sia così.

Un giorno una mia maestra vedendomi piangere perché avevo combinato un guaio, mi disse “la donna ha in sé tutte le sue figure: la madre, la puttana, la saggia, l’amica, la strega, la femminilità è fatta di tutte queste figure che coesistono in conflitto creando armonia”  

 

Non siamo cattive madri perché ci siamo pentite di avere avuto dei figli, non siamo cattive donne se non vogliamo dei figli, non siamo cattive figlie se vogliamo separarci dai genitori, non siamo cattive donne se tradiamo i nostri mariti o compagne, non siamo cattive se abbiamo dei desideri sessuali, non siamo cattive donne se vogliamo il successo professionale e non famigliare, non siamo cattive donne se mettiamo il rossetto.

 

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Questo progetto è nato dalla creazione di un’immagine che poi è diventata street art, affiggendo i manifesti e li ho affissi sui muri di Milano.

In seguito, tramite un tam tam di messaggi, email, post sui social e grazie soprattutto al passaparola, ho lanciato un appello per raccogliere testimonianze di donne che sono entrate in contatto con la loro parte d’ombra.

Titolo “Sognavo di essere buona”.

Ad oggi ha assunto la forma di una fanzine autoprodotta ma il mio desiderio è che questo progetto cresca e che possa assumere altre forme e possa essere d’ aiuto a chi lo legge o portare ad una riflessione, aprire a un dubbio, trovare insomma una nuova prospettiva.

 

I racconti qui raccolti sono dieci, non ho applicato alcuna modifica ai testi che mi sono stati inviati, li ho lasciati così come sono usciti dal cuore delle donne che li hanno scritti. Queste donne hanno voluto condividere e mettere a disposizione una loro testimonianza per renderla collettiva, e per questo le ringrazio dal profondo del cuore.

Sognavo di essere buona e’ un progetto work in progress quindi, se volete condividere la vostra storia, che sia un sogno, desiderio, una confessione, un episodio o altro potete inviare una mail a sognavodiesserebuona@gmail.com

 

Se volete rimanere anonimi potete inviare una mail anonima tramite molte piattaforme che lo consentono come https://anonymousemail.me

 

l’anonimato è il principio fondamentale su cui si basa questo progetto ogni mail che mi arriva viene letta e cancellata immediatamente.